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Collirio NGF presto in commercio

Notizia n° 89   del: 04-08-2017 [13:54]   Autore: Vincenzozoccano
Sì alla vendita del collirio nato dagli studi del Nobel Montalcini Laura Cavestri09 luglio 2017 Ansa Ansa L’Unione europea ha detto definitivamente sì al “collirio Montalcini”, il farmaco derivato dalla molecole per la quale la scienziata italiana nel 1986 è stata insignita del Nobel per la Medicina. Il Comitato per i farmaci ad uso umano (Chmp, Committee for human medical products) ha infatti dato parere positivo all’azienda biofarmaceutica milanese Dompé per l’immissione in commercio di Oxervate (cenegermin gocce oculari), un collirio per il trattamento di una particolare tipologia di patologia della cornea dei pazienti adulti. Tecnicamente si tratta della cheratite neurotrofica moderata o grave, una patologia oculare rara e debilitante che può portare alla perdita della vista e per la quale non esistevano, ad oggi, trattamenti soddisfacenti. Proprio per i rischi legati alla patologia e per la mancanza di valide alternative terapeutiche, la valutazione del Chmp è avvenuta con una procedura accelerata partita a novembre del 2016 e conclusasi positivamente nei primi giorni di luglio. Si tratta del primo farmaco orfano biotecnologico autorizzato al mondo per questo tipo di malattia. Ovvero destinato alla cura di malattie talmente rare che spesso non consentono alle aziende farmaceutiche di realizzare ricavi per il recupero dei costi di sviluppo. Cenegermin è, infatti, il nome dell’ingrediente attivo del prodotto ed è la versione ricombinante del Nerve growth factor (Ngf), presente nell’uomo e scoperto dal Premio Nobel Rita Levi Montalcini e alla quale proprio questa scoperta valse il riconoscimento dell’Accademia di Stoccolma. Ngf è una proteina prodotta naturalmente dal corpo umano e responsabile dello sviluppo, del mantenimento e della sopravvivenza delle cellule nervose. Somministrato in gocce oculari in pazienti con cheratite neurotrofica, Oxervate prevede di aiutare a ripristinare i normali processi di guarigione dell’occhio e riparare il danno della cornea. Le potenzialità di Ngf in campo oftalmico, inizialmente identificate dai gruppi di ricerca dei professori Bonini e Lambiase del Campus Bio-Medico di Roma e del dottor Rama del San Raffaele di Milano, sono state esplorate dai ricercatori di Anabasis, azienda di ricerca italiana confluita nel Gruppo Dompé, che ha successivamente sviluppato una formulazione oftalmica della proteina. Nel tempo, Dompé ha sviluppato un processo idoneo alla produzione su scala industriale di Ngf umano presso l’impianto biotecnologico dell’Aquila che è autorizzato a produrre attraverso la tecnologia del Dna ricombinante. Il collirio, infatti, è prodotto grazie alla tecnologia del Dna ricombinante con l’utilizzo di batteri in cui viene introdotto un gene che consente ai batteri stessi di produrre il fattore di crescita nervoso umano. A questo punto, per vedere effettivamente in commercio il farmaco, è necessario che l’azienda milanese guidata da Sergio Dompé concluda le trattative per definire il costo del farmaco e la sua rimborsabilità nei singoli Paesi. L’azienda farmaceutica, infatti, dovrà negoziarne il prezzo e la tipologia di distribuzione con le autorità sanitarie di ogni singolo Paese europeo. Poi, il farmaco, di cui in poche settimane sarà pronta la commercializzazione, verrà materialmente distribuito negli ospedali dei Paesi che via via stringeranno gli accordi con Dompé. © Riproduzione riservata
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IL DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE DELLA DISABILITA', LO SCHEMA DEL MIO PROGETTO.

Notizia n° 88   del: 12-10-2015 [20:20]   Autore: Vincenzozoccano
DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE DELLA DISABILITA’ Istituzione: Presidenza del Consiglio dei Ministri Struttura generale: Dipartimento per le politiche della disabilità. Il Dipartimento si articola in non più di 2 uffici e in non più di 2 servizi. Funzione: Coordinamento delle politiche e delle azioni di Governo volte a promuovere il grado di inclusione sociale, a proteggere e garantire il pieno ed uguale godimento di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali delle persone con disabilità. In particolare: il Dipartimento promuove e cura l’attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e del relativo protocollo opzionale, ratificata dall’Italia con legge 3 marzo 2009, n. 18. Il Dipartimento provvede, nelle materie contemplate dalla Convenzione ONU di cui sopra, al indirizzo coordinamento e monitoraggio nella utilizzazione dei fondi nazionali ed europei; agli adempimenti riguardanti l’acquisizione e organizzazione delle informazioni e la promozione e il coordinamento delle attività conoscitive di verifica, controllo, formazione e informazione; alla cura dei rapporti con le amministrazioni e gli organismi operanti in Italia e all’estero; alla adozione delle iniziative necessarie ad assicurare la rappresentanza del Governo negli organismi nazionali e internazionali; alla cura e al coordina mento dei rapporti con i soggetti operanti nel settore no-profit. Modifiche: Si segnalano le seguenti modifiche normative: - Introdurre all’art. 2, comma 2, del d.lgs.30/7/1999, n. 303 (Ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri) la lettera p):“Coordinamento delle politiche e delle azioni di Governo volte a promuovere il grado di inclusione sociale, a proteggere e garantire il pieno ed uguale godimento di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali delle persone con disabilità.” - Introdurre al DPCM 1 ottobre 2012 l’art. 16-bis rubricato “Dipartimento per le politiche della disabilità” con struttura e funzioni come sopra descritte. - Sopprimere la commissione di valutazione per la legittimazione ad agire per la tutela delle persone con disabilità di cui all’art. 16, comma 3, del DPCM 1 ottobre 2012, in quanto tale funzione è ricoperta dal Dipartimento in argomento. Azioni : si suggeriscono le seguenti azioni: - Nomina di un ministro senza portafoglio o sottosegretario; - Adozione di una legge o regolamento che disciplini le modalità per il rilevamento dei bisogni delle persone disabili, attraverso una interlocuzione diretta da parte del Dipartimento con associazioni e altri stakeholders in possesso di requisiti definiti nella predetta legge o regolamento, ai fini di una programmazione degli interventi e una corretta distribuzione delle risorse; - Adottare il medesimo modello organizzativo in ambito regionale. Trieste, 7/5/2015
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INCLUSIONE DELLE PERSONE CON DISABILITA' IN AMBITO LAVORATIVO: UN PROGETTO NATO DA UNA MIA IDEA, CHE STA VEDENDO LA LUCE ! CI STIAMO LAVORANDO ALACREMENTE.

Notizia n° 87   del: 12-10-2015 [16:10]   Autore: Vincenzozoccano
Inclusione delle persone con disabilità in ambito lavorativo Le tecnologie assistive che si sono sviluppate nel corso degli ultimi 30 anni hanno permesso a persone con disabilità in numero sempre maggiore di conseguire straordinari risultati sul piano della formazione personale e della maturazione di competenze professionali e tecniche in tutto eguali a quelle dei normodotati. Tuttavia, le persone con disabilità oggi in proporzione ricoprono posizioni dirigenziali in misura inferiore rispetto a quando il rapporto di lavoro di pubblico impiego era disciplinato secondo i modelli delle carriere direttive o delle qualifiche funzionali, perché, a parità di condizioni, vengono preferite persone abili. Sarebbe sufficiente effettuare una mera analisi statistica della composizione dell’organico dirigenziale nazionale, che ad oggi non mi risulta sia stata fatta da alcuno, per rendersi conto che il rapporto tra numero di persone con disabilità laureate in possesso di titoli e idonee qualifiche e numero di dirigenti si è ridotto rispetto al passato. Ciò significa che la privatizzazione del rapporto di lavoro di pubblico impiego a danneggiato i disabili capaci, competenti e meritevoli, che e a parità di competenze sono sfavoriti. Tale atteggiamento è già lesivo dei principi di non discriminazione e parità di trattamento quando viene posto in essere da un privato, ma quando è la pubblica amministrazione a comportarsi in tal modo è anche lesivo dei principi di imparzialità e buon andamento. Conseguentemente, oltre alla parità di genere, è necessario considerare anche la parità di condizioni personali come previsto dall’art. 3 della Costituzione italiana. Appare pertanto necessario intervenire sul piano normativo per riequilibrare il sistema, in quanto la direttiva europea 2000/78, recepita dal d.lgs. n. 216/2003, che prevede un divieto generale di discriminazioni fondate sulla disabilità nel settore dell’occupazione, esteso ai datori di lavoro pubblici e privati e riferito, quale ambito di applicazione, “ai criteri di selezione e alle condizioni di assunzione indipendentemente dal ramo di attività e a tutti i livelli della gerarchia professionale, nonché alla promozione” e la Convenzione ONU dei diritti delle persone con disabilità, ratificata e resa esecutiva con legge 3 marzo 2009, n. 18, allo stato non hanno conseguito l’obbiettivo di “includere” le persone con disabilità nei vari livelli del contesto lavorativo pubblico e privato. Si suggeriscono, pertanto, i seguenti interventi normativi in attuazione dell’art. 117, comma 2, let. m) Cost. quantomeno nell’ambito del rapporto di lavoro di pubblico impiego: a) prevedere un criterio di preferenza per le persone con disabilità a parità di qualificazioni professionali sia in ambito dirigenziale che non dirigenziale nella assegnazione di incarichi, indipendentemente dal fatto che si proceda alla selezione attraverso concorso pubblico ovvero valutazione comparativa degli aspiranti (si vedano sul punto le sentenze della Corte di Giustizia europea Marshal e Abrahamson rispettivamente del 11 novembre 1997 e 6 luglio 2000 che, ancorché riferite alle discriminazioni verso il genere femminile, sono applicabili anche alle persone discriminate in ragione della loro disabilità. Si veda, altresì, la sentenza della Corte di Cassazione n. 16247/2014 che sancisce l’obbligo della motivazione anche attraverso valutazione comparativa del personale nella assegnazione degli incarichi di P.O.); b) prevedere “piani di azione con obiettivi vincolanti” relativi alle condizioni di accesso, di lavoro e di carriera delle persone con disabilità, in ambito dirigenziale e non dirigenziale, ai sensi degli artt. 7 del d.lgs. n. 165/2001 e 48 del d.lgs. n. 198/2006 interpretati estensivamente), garantendo un esame obiettivo e personalizzato delle candidature (Sentenza Badeck - Corte di Giustizia europea, 28 marzo 2000); c) collegare il piano di azione per le persone con disabilità di cui al punto b) al piano formativo e alle misure personalizzate di accomodamento ragionevole per consentire al lavoratore disabile di essere messo effettivamente nelle condizioni di esprimere le sue piene potenzialità, di accedere all’aggiornamento professionale e dunque di conseguire la qualificazione richiesta per l’avanzamento di carriera; d) definire una presunzione di discriminazione allorquando i criteri addotti per la selezione del personale non contemplino criteri di preferenza per le persone con disabilità a parità di condizioni o la motivazione sia assente ovvero non sia fornita risposta alla persona con disabilità in ordine alle ragioni per le quali si è preferito un altro lavoratore (si vedano le sentenze della Corte di Cassazione n. 16247/2014 già citata e Meister della Corte di Giustizia europea 19 aprile 2012): e) estendere l’applicazione dell’art. 46 del d.lgs. n. 198/2006 alle persone con disabilità, affinché le aziende pubbliche e private che occupano oltre cento dipendenti siano tenute a redigere un rapporto almeno ogni due anni sulla situazione del personale disabile in ognuna delle professioni ed in relazione allo stato di assunzione, della formazione, della promozione professionale, dei livelli, dei passaggi di categoria o di qualifica, di altri fenomeni di mobilità, dell'intervento della Cassa integrazione guadagni, dei licenziamenti, dei prepensionamenti e pensionamenti, della retribuzione effettivamente corrisposta. f) Riaffermare il ruolo dei Comitati Unici di Garanzia per contribuire all’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico, migliorando l’efficienza delle prestazioni collegata alla garanzia di un ambiente di lavoro caratterizzato dal rispetto dei princìpi di pari opportunità, di benessere organizzativo e dal contrasto di qualsiasi forma di discriminazione e di violenza morale o psichica per i lavoratori; g) Inserire le tematiche della non-discriminazione e della parità di trattamento nei corsi di formazione ed aggiornamento continuo del personale, anche di quello dirigente, nonché nei codici etnici per il personale, anche al fine di favorire l’adozione da parte del medesimo di linguaggi e comportamenti coerenti con tali principi nei rapporti con i colleghi di lavoro e i cittadini; h) Affermare esplicitamente il divieto di discriminazioni fondate sulla disabilità alla luce del principio di “accomodamento ragionevole” delle posizioni lavorative delle persone con disabilità, anche ai fini della valutazione del personale e dell’avanzamento di carriera. Trieste, 22/9/2015 Avv. Stefano Borella Pres. Vincenzo Zoccano
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N.G.F. - sperimentazione al policlinico A. Gemelli di Roma

Notizia n° 86   del: 21-09-2011 [11:06]   Autore: Vincenzozoccano

Collirio migliora la vista di persone con tumori alle vie ottiche
Il fattore di crescita neuronale scoperto da Rita Levi Montalcini ha giovato a otto pazienti oncologici

 

 

I pazienti – colpiti da atrofia avanzata del nervo ottico (che comporta la morte delle cellule nervose) – hanno beneficiato di un miglioramento visivo significativo dopo 10 giorni di instillazione del collirio. Tale miglioramento si è mantenuto anche dopo la fine della cura, com'è emerso da un confronto tra le persone trattate e quelle che non avevano ricevuto il principio attivo. L'incremento della funzionalità del nervo ottico è stato, tra l’altro, riscontrato grazie a esami specifici chiamati potenziali evocati visivi.

 

L’équipe di ricercatori è stata coordinata da Riccardo Riccardi, direttore dell’Unità Operativa di Oncologia Pediatrica del Policlinico A. Gemelli di Roma. Al lavoro – pubblicato su Neurorehabilitation and Neural Repair, rivista ufficiale della Società americana di neuroriabilitazione – hanno partecipato anche Vincenzo Parisi (ricercatore della Fondazione G. B. Bietti) e Antonello Fadda (scienziato dell’Istituto Superiore di Sanità).

 

“Il Nerve Growth Factor (NGF) è una neurotrofina – ha spiegato Antonio Chiaretti dell’Istituto di Clinica pediatrica del Gemelli –, fondamentale per lo sviluppo e la sopravvivenza dei neuroni del Sistema Nervoso Centrale e Periferico. Per la sua azione neuroprotettiva, la somministrazione intracerebrale di NGF è stata già sperimentata per il trattamento di alcune patologie neurologiche degenerative, quali il morbo di Parkinson e la malattia di Alzheimer”.

 

Però questo fattore di crescita neuronale sembra avere anche altre proprietà. Infatti “è stato dimostrato – ha affermato il professor Benedetto Falsini dell’Unità operativa di Oftalmologia dell’Università Cattolica di Roma – che la somministrazione congiuntivale di NGF è efficace nel trattamento di pazienti con ulcere corneali e con gravi deficit visivi secondari al glaucoma

 

Fonte:

http://www.iapb.it/news3.php?id=2044&style=1
 

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Vincenzo Zoccano - riflessioni e proposta

Notizia n° 85   del: 09-09-2011 [13:26]   Autore: Vincenzozoccano

Cari amici lettori,

in questi giorni vivo uno stato di amarezza, delusione, rabbia, impotenza e dispiacere.

Dispiacere però credo sia il termine che maggiormente riflette la realtà del mio attuale sentire.

Mi chiedo: com'è possibile che, giunti ormai alla soglia del 2012, si è arrivati al punto in cui siamo?

Al punto di mettere le mani in tasca agli italiani, a quei cittadini più deboli, nei confronti dei quali il governo è già troppo latitante?

Tutto ciò che questi "signori" sanno fare è far cassa, volendo fare piacere ai mercati e non si preoccupano delle conseguenze derivanti dalle loro scellerate azioni.

Dapprima ratificano la Convenzione O.N.U. sui diritti delle persone con disabilità, salvo poi rinnegarla con manovre e disegni di legge che procedono in senso diametralmente opposto a ciò che hanno ratificato.

Allora la domanda nasce spontanea:

ci stanno prendendo per il fiocco?

Non è che siccome non riescono a prendere per il fiocco gli industriali, i militari e magari loro stessi, prendono per il fiocco le persone con disabilità, le famiglie, i lavoratori dipendenti, gli anziani e, su proposta del Ministro Calderoli, assieme a tutti questi, anche le vedove?

Beh, a pensar male si fapeccato, ma qualche volta ci si azzecca, e questa volta mi pare proprio che ci abbiamo azzeccato!

Ho sentito dire da qualcuno di loro:

"è in atto un processo di disaffezione nei confronti della politica", 

ma da quale politica?

Non è che confondono la disaffezione alla politica con quella ai politici?

Da parte mia, amo la politica, amo la politica seria, quella di servizio, quella fatta dalle persone serie per le persone serie; quella politica pulita, voglio e non posso credere che la politica sia "sporca", come sempre più sovente si sente dire.

Allora mi vien da dire, dal profondo dell'anima:

"POPOLO DEI DISABILI, POPOLO DEGLI ITALIANI PER BENE,PERSONE DI BUONA VOLONTà, UNIAMOCI!"

Il sistema cambia se sapremo cambiarlo, il sistema si può e si deve cambiare, noi possiamo farlo, dobbiamo farlo e dobbiamo farlo ora!

Già mi par di udire il pensiero di qualcuno che legge queste parole che sussurra:

"ma chi ti credi di essere? Cosa credi di fare? Dove credi di andare?" e domande di questo genere; la mia risposta è semplice:

"Voglio soltanto mettermi al servizio della mia gente, di tutta quella gente che ha voglia di onestà, di pari opportunità, di giustizia, di serietà e di coesione, abbandonando le logiche di conflitto di cui certa politica ha fatto il suo pane quotidiano, sfruttando gli orticelli di ogniuno, alimentando la "guerra tra i poveri".

Non è però da solo che vorrei fare questo percorso,occorre infatti costruire un gruppo di persone motivate, quindi se c'è qualcuno di voi che concorda con questo mio pensiero, mi scriva!

Mi scriva a:

adesioni@vincenzozoccano.it

Creiamo una squadra di persone serie, una squadra vincente e propositiva; il momento storico è favorevole, vi sono tutti i presupposti per farlo.

Quando saremo in tanti decideremo se, come, dove e con chi condividere le nostre idee.

Scrivete a:

adesioni@vincenzozoccano.it

 

Grazie sin d'ora.

 

Vincenzo Zoccano

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Ultimo commento di: Desirees, del: 25-10-2011 ore 19:10